Revenue management

Revenue management per strutture piccole: da dove si comincia

Non serve un reparto dedicato per smettere di svendere la bassa stagione. Servono tre metriche, una regola sul calendario e la disciplina di non abbassare il prezzo per riflesso.

Davide SpinicciHead of Performance6 min di lettura

«Il revenue management è roba da catene» è la frase che sentiamo più spesso, e nasconde un equivoco: si confonde lo strumento con il metodo. Il software costoso e il presidio quotidiano sono da catene. Il metodo — sapere quanto vale davvero una notte e decidere prima cosa fare — sta dentro un foglio di calcolo.

Il tasso di occupazione non dice niente

È la metrica che tutti guardano e la meno utile di tutte, perché si porta al cento per cento in qualunque momento: basta abbassare abbastanza il prezzo. Un albergo pieno che ha svenduto è un albergo che ha lavorato di più per guadagnare uguale, con più lenzuola da lavare.

MetricaCosa diceCome si calcola
OccupazioneQuante camere hai vendutoCamere vendute ÷ camere disponibili
ADRA che prezzo medio le hai venduteRicavo camere ÷ camere vendute
RevPARQuanto hai incassato per ogni camera che aveviRicavo camere ÷ camere disponibili

Il RevPAR è la sintesi delle prime due, ed è l'unico numero su cui ha senso confrontare due periodi diversi. Un mese all'80 per cento a 90 euro rende meno di un mese al 65 per cento a 130. Il primo però sembra un successo, e sul secondo il gestore passa settimane in ansia.

La curva di prenotazione

È il grafico di quante prenotazioni entrano man mano che una data si avvicina. Ogni struttura ne ha una propria, stabile negli anni, e conoscerla cambia il modo in cui si prendono le decisioni: sapere che a meno trenta giorni sei normalmente al 40 per cento significa non farsi prendere dal panico quando ci sei, e allarmarsi davvero quando sei al 20.

Senza quella curva, ogni calo viene letto come un'emergenza e la risposta è sempre la stessa: abbassare. Con la curva, si sa quando aspettare e quando muoversi — e si scopre che il momento giusto per intervenire è quasi sempre prima di quando lo si fa d'istinto.

L'errore invisibile: le date sold out

Quando una data va esaurita con settimane di anticipo, in struttura si festeggia. È invece il segnale più chiaro di un prezzo troppo basso: se tutti hanno detto sì troppo presto, qualcuno avrebbe pagato di più. È un errore che non lascia tracce nei rapporti, perché non produce camere vuote — produce solo margine mai incassato.

Tre regole per cominciare

  • Fissa in anticipo, per iscritto, a che punto della curva intervieni sul prezzo. Deciderlo nel momento in cui sei sotto è la ricetta per svendere.
  • Guarda il RevPAR settimanale, non l'occupazione del mese: le medie mensili nascondono i buchi infrasettimanali, che sono dove si recupera di più.
  • Tratta il diretto come un canale con una sua tariffa e non come un doppione del portale. Se costano uguale, hai solo aggiunto lavoro.

Quando conviene chiamare un professionista

Quando il presidio quotidiano comincia a valere più di quanto costa: molte camere, molti canali, stagionalità marcata o mercati esteri con comportamenti diversi fra loro. Sotto quella soglia una revisione periodica della struttura tariffaria e un piano stagionale portano già una parte consistente del beneficio.

Un'ultima avvertenza, che vale in tutti i casi: alzare le tariffe senza sostenere la domanda diretta porta solo a vendere meno. Prezzo e acquisizione sono due leve della stessa macchina, e muoverne una sola si sente subito.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra RevPAR e tasso di occupazione?

Il tasso di occupazione indica quante camere sono state vendute rispetto a quelle disponibili; il RevPAR indica quanto si è incassato per ogni camera disponibile, occupata o meno. Il primo si può portare al cento per cento in qualsiasi momento abbassando abbastanza le tariffe, il secondo no. Per questo il RevPAR, insieme alla tariffa media, è la metrica su cui si valuta davvero l'andamento.

Una struttura piccola ha bisogno del revenue management?

Ha bisogno del metodo, non necessariamente di un presidio quotidiano. Ricostruire il RevPAR storico, conoscere la propria curva di prenotazione e stabilire in anticipo quando intervenire sul prezzo sono attività che si fanno con un foglio di calcolo e portano già una parte importante del beneficio. Un professionista dedicato conviene quando aumentano camere, canali e complessità dei mercati.

Cos'è la curva di prenotazione?

È l'andamento con cui le prenotazioni si accumulano man mano che una data si avvicina. Ogni struttura ha una curva propria e piuttosto stabile negli anni: conoscerla permette di capire se un riempimento parziale a trenta giorni dalla data è normale oppure un segnale di allarme, evitando di abbassare i prezzi per riflesso quando non serve.

Andare sold out è un buon segno?

Non se accade con largo anticipo. Una data esaurita settimane prima indica quasi sempre che il prezzo era troppo basso: se tutti hanno accettato subito, una parte avrebbe pagato di più. È un errore che non lascia traccia nei report, perché non produce camere invendute ma solo margine mai incassato.

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