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ChatGPT Ads è arrivato in Italia: cosa cambia per turismo ed e-commerce
Dal 24 agosto gli annunci compaiono dentro ChatGPT anche in Italia, e dal 31 chiunque può comprarli da solo. Come è fatto il formato, come si compra, perché non ci sono parole chiave, e cosa significa davvero per una struttura ricettiva e per un negozio online.
Davide SpinicciHead of Performanceaggiornato il 5 settembre 202629 min di lettura
Il 24 agosto 2026 gli annunci pubblicitari hanno cominciato a comparire dentro ChatGPT anche in Italia. Una settimana dopo, il 31, OpenAI ha aperto l'accesso self-service: le aziende italiane possono registrarsi da sole su ads.openai.com, sottoponendo l'account alla verifica prevista da OpenAI, senza passare da un venditore. Il minimo giornaliero, in area euro, è di quindici euro.
È il quarto canale pubblicitario che nasce davanti ai nostri occhi in vent'anni di mestiere, dopo Google, Facebook e Amazon. I primi tre hanno avuto tutti la stessa dinamica: chi è entrato nei primi diciotto mesi ha comprato attenzione a un prezzo che non si è più rivisto, e chi è entrato dopo ha pagato la scoperta altrui. Non è una regola scritta da nessuna parte, ma è successo tre volte su tre.
Questo articolo è lungo perché ci sono parecchie cose da capire prima di spendere, e la maggior parte non assomiglia a niente di quello che sappiamo su Google Ads. Non ci sono parole chiave. Non c'è una rete display. Non c'è, ancora, un parametro di riferimento che dica se il tuo costo per click è buono o pessimo. Quello che c'è, invece, è un formato pulito, un'asta ordinaria e un modo di descrivere il proprio prodotto che va imparato da zero.
Tutto ciò che segue e che è verificabile viene dalla documentazione di OpenAI, elencata in fondo. Quello che invece è un'opinione — quanto spendere, cosa aspettarsi, da dove cominciare — è scritto come opinione, e viene da come stiamo impostando i test sui nostri clienti.
Cos'è successo, in ordine
Vale la pena mettere in fila le date, perché la velocità del percorso dice qualcosa sulle intenzioni di OpenAI: dal primo test alla disponibilità self-service in cinquantadue paesi sono passati sette mesi scarsi.
- 9 febbraio 2026OpenAI comincia a testare gli annunci in ChatGPT, negli Stati Uniti.Un pilota chiuso, riservato agli utenti dei piani gratuiti.
- Primavera 2026Il pilota si allarga ad altri otto mercati.Fra questi Regno Unito, Canada, Australia, Giappone, Corea, Messico e Brasile.
- 18 agosto 2026OpenAI annuncia l'arrivo in 31 mercati europei.La sua espansione più ampia fino a quel momento.
- Settimana del 24 agosto 2026Gli annunci diventano visibili agli utenti italiani.Insieme a Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Austria e gli altri.
- 31 agosto 2026Si apre l'accesso self-service tramite Ads Manager.Da qui in poi non serve più passare da un'agenzia partner o dal team commerciale di OpenAI.
Nello stesso periodo la piattaforma ha aggiunto l'ottimizzazione per conversioni, il targeting geografico, i pubblici personalizzati, il pixel di misurazione e le API di conversione. Chi ha letto una guida a maggio sta leggendo una piattaforma diversa da quella di oggi.
Nella pagina in cui annuncia l'espansione europea, OpenAI dichiara che «decine di migliaia» di inserzionisti hanno già fatto pubblicità su ChatGPT. È un numero che va letto per quello che è: tanti account aperti, non tanta spesa. In una piattaforma che ha sette mesi, la maggior parte di quegli account sta facendo esattamente quello che stai valutando di fare tu adesso — un test da poche centinaia di euro per capire come funziona.
Che cos'è, esattamente, un annuncio in ChatGPT
Qui conviene togliere di mezzo subito la paura più diffusa, perché è quella che blocca le conversazioni con i clienti prima ancora di cominciare: no, non si compra la risposta. OpenAI lo mette per iscritto in tre punti diversi della propria documentazione. Gli annunci sono sempre etichettati, sono separati dalla risposta di ChatGPT, e la pubblicità non influenza il contenuto di quella risposta. Un inserzionista non può pagare per essere consigliato.
Quello che si compra è uno spazio sotto la risposta. Una scheda, con una forma fissa: sei elementi, più l'etichetta che la dichiara come pubblicità.
- L'etichetta: gli annunci sono sempre segnalati e separati dalla risposta.
- Il marchio dell'inserzionista, ripreso dalla favicon del sito.
- Il nome dell'inserzionista, che deve corrispondere a chi sta pagando.
- Il titolo: dice cosa offri, non quanto sei bravo.
- Il testo: aggiunge qualcosa al titolo invece di ripeterlo.
- La pagina di destinazione, con i parametri di tracciamento.
- L'immagine: semplice, coerente con il messaggio, leggibile in miniatura.
È un formato più povero di quello a cui siamo abituati su Meta, e questa è una buona notizia più che una cattiva. Meno leve significa che a fare la differenza restano due cose sole: quanto è pertinente quello che offri rispetto a quello che la persona sta cercando di fare, e quanto è chiaro il modo in cui glielo dici. Non c'è un formato brillante dietro cui nascondere un'offerta debole.
C'è però una conseguenza pratica che va detta agli inserzionisti abituati alla grafica: l'immagine è piccola e sta accanto al testo, non sopra. Le creatività costruite per lo scorrimento di Instagram — testo dentro l'immagine, contrasti forti, un claim in stampatello — qui non funzionano, perché a quella dimensione il testo dentro l'immagine non si legge e basta. OpenAI raccomanda immagini semplici, non affollate, coerenti con il messaggio. Nel turismo questo di solito significa una fotografia sola, ben esposta, che mostri il posto e non una collage di sei riquadri.
Chi vede davvero questi annunci
Questa è la domanda che nessuna guida mette abbastanza in alto, e che invece decide se la piattaforma ti serve o no.
Gli annunci compaiono solo agli utenti dei piani Free e Go. Non compaiono a chi ha Plus, Pro, Business, Enterprise o Education. Non compaiono agli account identificati come appartenenti a minori di diciotto anni, sia in base ai dati dell'account sia in base alla stima dell'età dove disponibile.
Il piano gratuito è, di gran lunga, quello con più persone dentro. Ma la selezione che questo produce non è neutra, ed è diversa a seconda del mercato che ti interessa. Chi paga un abbonamento a ChatGPT tende a essere chi lo usa per lavoro tutti i giorni: sviluppatori, consulenti, chi scrive, chi analizza. Chi resta sul piano gratuito lo usa a intermittenza, per bisogni concreti e sparsi — e pianificare una vacanza, confrontare due prodotti, capire quale attrezzatura serve sono esattamente bisogni concreti e sparsi.
Per il turismo e per il commercio al dettaglio, insomma, la selezione lavora a favore. Per chi vende software a un pubblico tecnico, lavora contro: una quota importante di quel pubblico ha l'abbonamento e non vedrà mai un annuncio. È il primo filtro da applicare prima ancora di aprire l'account.
In Europa c'è una differenza che vale la pena conoscere prima di leggere qualunque guida americana. Gli annunci personalizzati — quelli scelti anche in base a segnali che vengono dalla storia dell'utente dentro ChatGPT, dalle memorie e dalle conversazioni passate — nella documentazione di OpenAI sono dichiarati non disponibili inizialmente nello Spazio economico europeo e in Svizzera. Non è una questione di consenso da spuntare: quel livello, qui, al momento non c'è.
Per un inserzionista italiano la conseguenza è concreta, e cambia il modo di scrivere gli annunci. Quello che il sistema ha in mano per decidere se il tuo annuncio è pertinente è, in sostanza, la conversazione che la persona sta facendo in questo momento, più segnali di base come lingua e area geografica generale, più quello che hai dichiarato tu: titolo, testo, pagina di destinazione e context hints. Non c'è una storia dell'utente che lavori al posto tuo. In un mercato dove la personalizzazione fa metà del mestiere — su Meta, per dire — è una differenza di sostanza: qui la pertinenza te la giochi tutta su come descrivi la situazione in cui il tuo prodotto serve.
Come si compra: obiettivi, asta, budget
La struttura di acquisto è ordinaria, e per chi viene da Google Ads è familiare fino alla noia. Tre obiettivi, un'offerta massima, un budget.
| Obiettivo | Paghi | Il sistema ottimizza per | Quando ha senso |
|---|---|---|---|
| CPM | Ogni mille impressioni | Copertura ampia | Quasi mai, per un'azienda che vende. Ha senso su un lancio o su una notorietà da costruire in fretta |
| CPC | Ogni click valido | Click da persone che probabilmente cliccheranno | Per cominciare. È l'obiettivo che porta traffico e insegna com'è fatto il pubblico |
| oCPC | Ogni click valido | Click che probabilmente porteranno alla conversione che hai dichiarato | Appena hai conversioni misurate a sufficienza. Paghi sempre il click, ma il sistema sceglie click migliori |
L'obiettivo non si cambia dopo: se sbagli, si rifà la campagna. Vale anche per il tipo di budget — passare da budget totale a budget giornaliero è una strada a senso unico. Sono i due errori di configurazione che costringono a ricominciare, e si evitano leggendo questa riga.
L'asta è a secondo prezzo, pesata sulla pertinenza. Tradotto: non vince chi offre di più, vince la combinazione fra offerta e pertinenza, e chi vince paga poco più di quanto serviva a vincere. È lo stesso principio che regge Google da vent'anni, e ha la stessa conseguenza pratica — un annuncio molto pertinente costa meno di uno generico a parità di posizione. Su una piattaforma dove la pertinenza la giudica un modello linguistico che legge la conversazione, questo pesa più che altrove.
Per l'offerta massima, OpenAI consiglia di partire da tre a cinque dollari per click. È un consiglio, non un vincolo, e va confrontato con quello che un click vale per te — ci torniamo fra poco, perché è il conto che decide se ha senso partecipare.
Il budget minimo, e cosa ci compri davvero
Il minimo giornaliero cambia per valuta di fatturazione. Per un'azienda italiana è quello in euro.
| Mercato di fatturazione | Minimo giornaliero |
|---|---|
| Area euro (Italia compresa) | 15 € |
| Regno Unito | 15 £ |
| Svizzera | 20 CHF |
| Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda | 25 nella valuta locale |
| Giappone | 2.500 ¥ |
| Brasile | 40 R$ |
Quindici euro al giorno è una soglia bassa, ed è il motivo per cui questa piattaforma è alla portata di una struttura ricettiva a conduzione familiare come non lo è mai stata la televisione. Ma va letta insieme all'offerta consigliata, perché è lì che si capisce cosa si compra davvero.
Il conto è aritmetica su due cifre pubblicate da OpenAI: il minimo giornaliero in area euro e l'offerta massima consigliata di 3–5 dollari per click, qui presa a quattro. Il costo effettivo lo decide l'asta e sarà diverso; serve a dare l'ordine di grandezza, non una previsione.
È il punto che consigliamo di guardare prima di tutti gli altri. Quindici euro al giorno non sono un budget: sono un abbonamento a una curiosità. Se il piano è capire se ChatGPT Ads porta prenotazioni, un mese a quella cifra produce un centinaio di click e nessuna conclusione difendibile. Meglio spendere la stessa cifra totale in metà tempo, con il doppio al giorno, e avere qualcosa da leggere alla fine.
Come si comporta il budget giornaliero
Un dettaglio che sorprende chi arriva da altre piattaforme: il budget giornaliero è una media su sette giorni, non un tetto quotidiano. In un singolo giorno la spesa può arrivare fino al doppio, e i giorni in cui la campagna spende meno lasciano credito ai giorni successivi dentro la stessa settimana. Il tetto vero è settimanale: sette volte il budget giornaliero. Il budget totale di campagna, invece, è un limite secco.
Per una struttura ricettiva che apre le vendite di una promozione con una scadenza, questa differenza conta: se la campagna deve consumare esattamente duemila euro entro il quindici del mese, il budget totale è l'unico strumento che lo garantisce.
La differenza che conta: non esistono parole chiave
Qui finisce l'analogia con Google Ads, e comincia la parte che va imparata.
Su Google si compra una domanda: qualcuno scrive «hotel maremma con piscina», e tu decidi di comparire su quelle parole. In ChatGPT non c'è nessuna domanda da comprare, perché la persona non scrive tre parole: racconta una situazione. «Andiamo in Toscana a fine giugno con due bambini di sei e nove anni, vorremmo il mare ma anche qualcosa da fare quando piove, budget intorno ai duecento euro a notte, e vorremmo evitare i posti troppo affollati.» Non esiste una parola chiave che intercetti quella frase.
Il meccanismo, quindi, è rovesciato. Il sistema legge la conversazione, capisce cosa la persona sta cercando di ottenere, e cerca fra gli annunci disponibili quale può esserle utile. Per farlo guarda il titolo, il testo, la pagina di destinazione — e i context hints, che sono l'unico strumento con cui tu puoi orientarlo.
- È qui che si gioca tutto: i context hints non sono parole chiave e non garantiscono dove esce l'annuncio. Descrivono la situazione in cui il prodotto serve.
Come si scrive un context hint
Un context hint è una frase che descrive in quali situazioni il tuo prodotto è utile, a chi, e per risolvere quale problema. L'esempio che usa OpenAI è illuminante nella sua banalità: invece di scrivere «scarpe da corsa», si scrive «scarpe da corsa ammortizzate per principianti che si allenano per la loro prima 5 chilometri».
La differenza non è la lunghezza: è che la seconda frase contiene un momento della vita di una persona. E siccome le persone parlano con ChatGPT dei momenti della loro vita, è quella la superficie su cui l'annuncio può agganciarsi.
Attenzione a due cose che OpenAI dice in modo esplicito e che l'abitudine a Google fa dimenticare. Primo: i context hints non sono corrispondenze esatte. Non servono a far comparire l'annuncio quando qualcuno usa quelle parole, e infatti nessuno deve usare quelle parole. Secondo: non garantiscono niente. Non sono un targeting, sono un'indicazione. Chi li tratta come parole chiave scriverà elenchi di termini scollegati e otterrà una consegna peggiore di chi scrive tre frasi in italiano corretto.
- Descrivi situazioni, non categorie: «prima vacanza al mare con un neonato» batte «hotel per famiglie».
- Aggiungi quello che il titolo non dice già: se il context hint ripete l'annuncio, non stai dando nessuna informazione in più al sistema.
- Copri i modi diversi in cui la stessa esigenza viene raccontata: chi cerca silenzio scrive «tranquillo», «lontano dalla movida», «per riposarsi davvero».
- Un gruppo, un tema. Se due hint descrivono prodotti che vorrebbero messaggi e pagine diverse, sono due gruppi.
- Solo casi d'uso veri. Gonfiare l'elenco per prendere più conversazioni porta click che non convertono, e li paghi tu.
OpenAI raccomanda anche di caricare molti annunci e molto diversi fra loro, perché un insieme ampio di titoli e testi dà al sistema più occasioni di trovare un aggancio pertinente. È il contrario dell'istinto di chi arriva dal marketing tradizionale, dove si lavora su un messaggio solo finché non è perfetto. Qui la copertura vale più della perfezione: dieci annunci che dicono dieci cose diverse dello stesso prodotto lavorano meglio di uno limato per un mese.
Il turismo: perché è il caso migliore che ci sia
Non è un'opinione di parte, ed è verificabile in due righe. Nelle sue politiche pubblicitarie OpenAI elenca le categorie ammesse in questa fase iniziale: stile di vita e casa, servizi locali, viaggi ed esperienze, prodotti digitali e formazione. Tutto il resto, al momento, è escluso. Il turismo non è una delle categorie ammesse: è una delle quattro.
E c'è di più. Nella pagina con cui annuncia l'arrivo in Europa, quando OpenAI deve fare un esempio di cosa fanno le persone dentro ChatGPT, il primo che sceglie è «pianificare un viaggio». Non è un caso: organizzare una vacanza è esattamente il tipo di decisione che il vecchio motore di ricerca serviva male. Ha troppi vincoli contemporanei — date, budget, età dei figli, distanza dal mare, animali, se c'è la piscina riscaldata a maggio — e nessuno di questi entra in una casella di ricerca.
Cosa cambia rispetto a Google Hotel Ads e alle OTA
La domanda che ci fanno tutti i direttori è se questo canale toglie prenotazioni ai portali. La risposta onesta, oggi, è che gioca in un momento diverso.
Chi apre Booking ha già deciso quasi tutto: la destinazione, le date, spesso la fascia di prezzo. Sta scegliendo fra alternative dentro un insieme già ristretto. Chi apre ChatGPT e scrive «dove andiamo quest'estate con i bambini» non ha ancora deciso niente — e quella è la fase in cui una struttura può entrare nella lista delle possibilità, invece di comparire come diciassettesima riga in un elenco ordinato per prezzo.
È lo stesso lavoro che si fa da anni sulla domanda latente con le campagne Meta, con una differenza sostanziale: qui la persona non è passiva. Non sta scorrendo il telefono in coda alle poste, sta chiedendo aiuto a decidere. L'attenzione è di un'altra qualità. Un'asta giovane, con pochi inserzionisti dentro, potrebbe offrire inefficienze a favore di chi arriva presto — è successo su Google, su Facebook e su Amazon — ma oggi non abbiamo benchmark per affermarlo, e nemmeno OpenAI li pubblica. È un'ipotesi ragionevole, non un prezzo che qualcuno ha visto.
Context hints per una struttura ricettiva
In pratica, come si traduce tutto questo per un agriturismo in Maremma o per un resort sulla costa? Si scrive quello che si direbbe a un amico che chiede consiglio, senza aggettivi.
- «Agriturismo con piscina in Maremma per famiglie con bambini piccoli, a venti minuti dal mare, con cucina toscana in struttura e niente traffico intorno.»
- «Dove alloggiare vicino al Parco della Maremma per chi vuole fare escursioni a piedi o a cavallo e rientrare la sera in un posto tranquillo.»
- «Soggiorno fuori stagione in Toscana per una coppia che cerca terme e silenzio, con la possibilità di prenotare poche notti infrasettimanali.»
- «Struttura che accetta cani di taglia grande senza supplementi in Maremma, con spazi recintati.»
Ognuno di questi è un gruppo di annunci diverso, perché ognuno vorrebbe un messaggio e una pagina di destinazione diversi. La famiglia con i bambini deve atterrare sulla pagina delle camere familiari, non sulla home. Chi cerca le terme deve trovarsi la spa davanti. È un'ovvietà che quasi nessuno rispetta, e OpenAI la mette per iscritto fra le raccomandazioni: collegare l'annuncio alla destinazione più pertinente, non alla home per pigrizia.
Il pubblico personalizzato che non potrai usare
Qui c'è una soglia che taglia fuori quasi tutte le strutture italiane, ed è meglio saperlo prima di preparare il file.
I pubblici personalizzati si creano caricando una lista di clienti — email, telefoni, o gli stessi dati già cifrati. Si possono usare in tre modi: per limitare la campagna a chi è nella lista, per escludere chi è nella lista, o per alzare e abbassare l'offerta quando l'utente corrisponde. Ma l'inclusione e la modifica dell'offerta richiedono almeno venticinquemila utenti corrispondenti, e OpenAI ne raccomanda centomila.
Un hotel da cinquanta camere che lavora bene ha qualche migliaio di clienti nel gestionale. Non ci arriva, e non ci arriverà. L'unica funzione che resta accessibile è l'esclusione, che sotto quella soglia continua a funzionare — e non è poco: escludere chi ha già prenotato per quelle date evita di pagare click a persone che hai già.
Per un consorzio, una catena o un gruppo di strutture che condividono il titolare, invece, la somma delle liste può avvicinarsi alla soglia. È uno dei rari casi in cui aggregare i dati di più strutture ha un ritorno immediato e misurabile.
La stagionalità, che qui è un problema nuovo
Una campagna che ottimizza sulle conversioni ha bisogno di conversioni per imparare. Una struttura stagionale ne produce a ondate: nulla a novembre, molte a gennaio quando si prenota l'estate, poche a giugno perché ormai è tardi. Su Google questo si gestisce da vent'anni con dati storici che la piattaforma ha già. Qui la piattaforma non ha nessuno storico, perché nessuno ne ha.
La conseguenza pratica: la prima campagna conviene tenerla a CPC semplice, accumulare conversioni misurate per qualche settimana, e passare a oCPC solo quando ce ne sono abbastanza da insegnare qualcosa. Partire subito con l'ottimizzazione per conversioni su una struttura che ne fa quattro a settimana significa chiedere a un sistema di imparare da niente.
L'e-commerce: i feed prodotto sono la vera notizia
Per chi vende online, la funzione che cambia la scala del discorso non è la campagna a mano: è il feed prodotto. Si carica il catalogo — CSV, indirizzo HTTPS o SFTP — e la piattaforma costruisce gli annunci dai dati strutturati dei prodotti: immagine, titolo, stelle, prezzo, prezzo scontato, marchio.
OpenAI scrive che gli annunci generati da feed sono stati fra quelli che hanno reso di più sulla piattaforma finora. È un'affermazione loro, senza numeri a supporto, e va presa come tale — ma è coerente con quello che succede su ogni altro canale dove esistono i feed: un annuncio che mostra il prodotto giusto con il suo prezzo batte un annuncio che parla del negozio.
| Modo di caricare il feed | Quando conviene | Cosa comporta |
|---|---|---|
| CSV o TXT a mano | Per cominciare, o per un catalogo che cambia raramente | Va ricaricato: i prodotti scadono dopo due settimane |
| Indirizzo HTTPS | Se il gestionale espone già un feed a un indirizzo stabile | Si aggiorna da solo. È la scelta giusta per quasi tutti |
| SFTP | Cataloghi grandi, con una squadra tecnica dietro | Automazione da server a server |
C'è poi un limite che va capito subito, perché condiziona il modo in cui si organizzano i gruppi: i filtri disponibili in Ads Manager sono quelli che sono. Quando non bastano, si usa il campo ads_metadata dentro il feed per marcare i prodotti come si vuole — per esempio con una fascia di offerta o una linea di prodotto — e poi si raggruppa su quelli. È il modo per fare quello che su Google si fa con le etichette personalizzate: offrire di più sui prodotti che hanno margine, di meno su quelli che servono solo a riempire il catalogo.
Un'altra cosa da sapere prima di illudersi: i prodotti caricati nel feed, durante questa fase, sono utilizzabili solo negli annunci. Non compaiono nelle conversazioni organiche di ChatGPT. OpenAI dice che potrebbe offrire quella possibilità in futuro, ma oggi caricare un feed non ti fa entrare nelle risposte del modello. Sono due cose diverse, e chi te le racconta come una sola ti sta vendendo qualcosa.
Quello che non puoi vendere qui
La lista delle esclusioni è lunga, e in Toscana ne colpisce una che fa male: gli annunci che promuovono o facilitano la vendita di alcolici sono vietati. Il criterio è tecnico — prodotti con gradazione superiore allo 0,5 per cento — e comprende quindi vino, grappa, birra, liquori e le esperienze costruite intorno a loro.
Per una cantina, un'enoteca online o un e-commerce di distillati, ChatGPT Ads oggi è chiuso. E il divieto non riguarda solo il prodotto in vendita: riguarda tutta la catena, perché un annuncio approvato non può portare a una pagina di destinazione che introduce contenuti non ammessi. Un'azienda agricola che vende olio, miele e vino non può usare come destinazione una pagina da cui si arriva al vino in un click? Può, ma l'annuncio non deve avere l'alcol come argomento e la pagina d'arrivo deve reggere l'esame. È una linea sottile, e conviene farsi bocciare un annuncio di prova prima di costruirci sopra una campagna.
- Ammessi in questa fase: stile di vita e casa, servizi locali, viaggi ed esperienze, prodotti digitali e formazione.
- Fuori dagli Stati Uniti, quindi anche in Italia: servizi finanziari e sanitari sono generalmente vietati, i servizi legali sono vietati. L'approvazione caso per caso di cui parla la documentazione riguarda inserzionisti statunitensi.
- Vietati: alcolici e tabacco, gioco d'azzardo, incontri e contenuti per adulti, dichiarazioni sulla salute, contenuti politici, prodotti contraffatti.
- Vietato a prescindere dalla categoria: esagerare i risultati, testimonianze false, confronti non dimostrabili, e le creatività che imitano l'aspetto di ChatGPT.
Il conto che va fatto prima di aprire l'account
Un click consigliato a quattro dollari — diciamo tre euro e mezzo abbondanti — è un prezzo che alcuni cataloghi non possono permettersi. Il conto è elementare e va fatto sul tuo margine, non sul fatturato.
| Ingrediente | Da dove lo prendi | Esempio |
|---|---|---|
| Margine per ordine | Dal gestionale, al netto di spedizione, resi e incasso | 24 € |
| Tasso di conversione del sito | Da analytics, sul traffico a pagamento e non sul totale | 1,5 % |
| Valore di un click | Margine × tasso di conversione | 0,36 € |
| Conclusione | Se il click costa più del suo valore, la campagna perde soldi a ogni click | A 3,50 € è fuori portata |
Con quei numeri il canale non è sostenibile, e non c'è ottimizzazione che lo salvi. Diventa sostenibile in tre modi, tutti legittimi: alzando il margine per ordine (carrelli più grandi, prodotti selezionati invece di tutto il catalogo), alzando il tasso di conversione della pagina d'arrivo, o smettendo di contare solo il primo ordine e cominciando a contare il valore del cliente nel tempo. Il terzo modo è quello che rende sostenibili quasi tutti i canali cari, ed è anche quello che richiede di sapere davvero quanto vale un cliente — informazione che pochi hanno.
L'errore da non fare è mettere a feed l'intero catalogo e sperare. Se hai duemila articoli con margini che vanno da due a duecento euro, i filtri sui gruppi servono esattamente a questo: le campagne partono dai prodotti che possono pagare il click, e il resto resta fuori finché non si è capito come si comporta l'asta.
La misurazione, che è dove si perdono le campagne
Questa è la parte che ci sta più a cuore, perché è quella in cui abbiamo visto sbagliare più soldi: una campagna misurata male non produce soltanto rapporti imprecisi, produce decisioni sbagliate. Il sistema impara da quello che riceve, e se riceve metà delle conversioni ottimizza per assomigliare a quella metà.
In ChatGPT Ads la catena è questa: al click, OpenAI aggiunge all'indirizzo della pagina di arrivo un riferimento chiamato oppref. Il pixel di misurazione — uno script che si chiama oaiq e va messo in cima al head di ogni pagina che deve misurare — lo raccoglie e lo conserva in un cookie di prima parte. Quando poi succede la conversione, l'evento viene inviato con quel riferimento e OpenAI può ricollegarlo al click.
- Il cookie che tiene il riferimento del click dura trenta giorni, ma Safari taglia a sette i cookie scritti via script. Chi decide in tre settimane sparisce.
- L'evento mandato dal server non raccoglie il riferimento da solo: va conservato e rispedito, altrimenti la conversione resta orfana.
Il problema dei sette giorni
Il cookie che tiene il riferimento del click viene scritto da uno script nel browser. È la categoria di cookie che i browser con sistemi anti-tracciamento accorciano: Safari, nella documentazione di WebKit, dichiara da anni un tetto di sette giorni per tutti i cookie persistenti creati via script, indipendentemente dalla scadenza che chiede chi li scrive. Altri browser e le impostazioni di consenso riducono la persistenza in modi che cambiano nel tempo e non sono dichiarati con la stessa precisione; OpenAI, dal canto suo, avverte che browser, consenso e archiviazione possono peggiorare la qualità della misurazione. Il punto pratico è uno solo: passata quella finestra il riferimento sparisce, e non lo segnala nessuno.
Per un e-commerce che vende scarpe è un problema minore: si compra il giorno stesso o nei due successivi. Per una struttura ricettiva è il problema. Nessuno prenota una settimana in Toscana il giorno in cui ne sente parlare per la prima volta: ci mette due settimane, ne parla con il partner, controlla i voli, torna. Quella prenotazione arriverà quando il riferimento del click non esiste più, e nel rapporto risulterà arrivata dal nulla.
La distanza fra la prima barra e la seconda è il buco in cui cade chi ha un ciclo di decisione lungo. Nel turismo è la maggioranza delle prenotazioni.
Il rimedio non è un trucco, è un lavoro: affiancare al pixel del browser l'invio degli eventi dal server, cioè l'API di conversione. Con una differenza che sfugge a molti e che vale la pena scrivere in chiaro: il server non raccoglie il riferimento del click da solo. Va catturato quando la persona arriva sul sito, conservato insieme all'ordine o alla richiesta, e rispedito con l'evento. Se questa parte non la fa nessuno, l'API di conversione manda eventi orfani.
Quando si usano tutti e due i canali per la stessa conversione, va usato lo stesso identificativo di evento, altrimenti la stessa vendita viene contata due volte.
La corrispondenza avanzata, e il consenso
Quando il riferimento del click manca, resta un secondo modo per ricollegare le cose: mandare insieme all'evento informazioni di contatto normalizzate e cifrate — email, telefono — che OpenAI confronta con i propri. Il pixel lo fa anche da solo, riconoscendo i campi dei moduli sul sito, e cifra i valori nel browser prima di spedirli: i dati grezzi non escono.
Questo però è trattamento di dati personali, e in Europa richiede una base giuridica e un'informativa che lo dica. Il pixel ha una funzione apposta per il consenso, da chiamare prima dell'inizializzazione: si parte da consenso negato e si passa a concesso quando l'utente accetta. Chi installa il pixel senza collegarlo alla piattaforma di consenso sta raccogliendo dati che non è autorizzato a raccogliere, e nel nostro paese non è una sottigliezza.
Un'ultima nota tecnica per chi ha un sito con una politica di sicurezza dei contenuti severa: il pixel ha bisogno che siano ammessi due indirizzi di OpenAI, uno per caricare lo script e uno per spedire gli eventi. Se non lo sono, lo script non parte e non lo dice a nessuno.
Il crawler che deve poter entrare
C'è un passaggio che manda in stallo campagne intere e che quasi nessuno controlla prima: per approvare un annuncio, OpenAI visita la pagina di destinazione. Il crawler si chiama OAI-AdsBot ed è obbligatorio. OAI-SearchBot è consigliato, perché aiuta a capire i contenuti del sito.
Se il crawler non entra, l'annuncio non viene approvato. E le cose che gli impediscono di entrare sono tre, in ordine di frequenza: il file robots.txt che lo esclude, il firewall applicativo dell'hosting che lo scambia per traffico automatico ostile, e i controlli anti-bot dentro l'applicazione — i captcha, le verifiche JavaScript.
È un problema che conosciamo da vicino: mentre scrivevamo questo articolo, il firewall del nostro stesso hosting ha bloccato il nostro indirizzo perché faceva troppe richieste di verifica al sito. Se succede a chi il sito lo gestisce, succede a maggior ragione a chi carica cinquanta annunci di colpo su un hosting condiviso.
- Nel robots.txt vanno ammessi esplicitamente OAI-AdsBot e OAI-SearchBot sui percorsi che servono.
- Nel firewall o nel servizio di protezione — Cloudflare, Akamai, il pannello dell'hosting — vanno messi in lista bianca, preferibilmente per user agent. Cloudflare verifica e ammette OAI-AdsBot in modo ufficiale.
- Vanno esentati dai controlli anti-bot dell'applicazione: un captcha davanti alla pagina di destinazione è un annuncio che non partirà mai.
- Se serve una lista di indirizzi IP, OpenAI ne pubblica una a openai.com/adsbot.json e openai.com/searchbot.json.
- Caricare gli annunci a piccoli gruppi invece che in blocco riduce la probabilità di far scattare i limiti di frequenza.
Da evitare anche le destinazioni che non sono pagine web normali: link agli store delle applicazioni, link profondi, documenti, pagine che richiedono un accesso. OpenAI dice che potrebbero non offrire abbastanza contenuto per la verifica, ed è ragionevole — un crawler non può leggere quello che sta dietro un login.
Quanto spendere per capirci qualcosa
OpenAI è onesta su un punto che molte guide ignorano: non esistono ancora parametri di riferimento per settore, tipo di campagna o inserzionista. Non c'è un CTR buono. Non c'è un costo per acquisizione normale. Chiunque te li citi a settembre 2026 sta riportando la stima di qualcun altro.
Questo cambia la natura del primo investimento: non è una campagna, è un esperimento con un budget e una domanda. La domanda dev'essere scritta prima, altrimenti alla fine si guarderanno i numeri cercando conferme.
| Fase | Durata | A cosa serve | Cosa si guarda |
|---|---|---|---|
| Prima di partire | Una settimana | Pixel installato e verificato, crawler ammesso, pagine di destinazione pronte | Che il pixel registri un evento di prova e che il crawler riceva 200 |
| Test in CPC | Tre o quattro settimane | Capire quanto costa un click e che tipo di traffico arriva | Costo per click reale, comportamento sul sito, quali gruppi consegnano |
| Lettura | Due giorni | Decidere se e dove c'è un segnale | Confronto con il valore di un click calcolato sul margine |
| Passaggio a oCPC | Sei settimane | Ottimizzare sulla conversione, se ce ne sono abbastanza | Costo per acquisizione, e differenza con Analytics che resta stabile |
La nostra opinione sulla cifra: sotto i cinquanta euro al giorno per quattro settimane — poco più di millequattrocento euro — non si torna a casa con una risposta. Si torna a casa con un aneddoto. È una cifra che per un e-commerce è ordinaria e per una struttura ricettiva piccola è impegnativa: in quel caso ha più senso concentrarla in due settimane sole, e in un periodo in cui le persone stanno effettivamente decidendo dove andare.
Cinque errori che vediamo già
Trattare i context hints come parole chiave
È l'errore numero uno e viene dall'abitudine. Elenchi di termini separati da virgole, «hotel maremma, hotel grosseto, hotel castiglione». Il sistema non cerca corrispondenze: cerca di capire quando il tuo prodotto serve. Un elenco di località non glielo dice.
Un annuncio solo, limato per settimane
OpenAI raccomanda esplicitamente il contrario: molti annunci, con angoli diversi, per dare al sistema più occasioni di trovare un aggancio. Un titolo perfetto copre una situazione sola.
Mandare tutto in home
Vale su ogni canale, vale doppio qui, perché la pagina di destinazione è uno dei segnali che il sistema usa per capire quando mostrare l'annuncio. Una home generica dice al sistema che sei generico.
Partire da oCPC senza conversioni
Chiedere l'ottimizzazione per conversioni quando non ce n'è ancora nessuna misurata significa chiedere a un sistema di imparare dal vuoto. Prima si misura, poi si ottimizza.
Installare il pixel e non collegarlo al consenso
È l'errore che costa di più, perché non si vede nei rapporti e si vede in un'ispezione. Il pixel ha una funzione per il consenso: va usata, e va collegata alla stessa piattaforma che gestisce gli altri strumenti di misurazione del sito.
Cosa c'entra tutto questo con la SEO
C'entra più di quanto sembri, e in un modo che non è quello che si racconta in giro.
Non è vero che comprare annunci ti fa entrare nelle risposte organiche di ChatGPT: OpenAI dice il contrario, e lo dice in modo esplicito anche a proposito dei feed prodotto. Sono due sistemi separati, e chi vende l'uno spacciandolo per l'altro sta vendendo fumo.
È vero però che i due lavori si appoggiano sulle stesse fondamenta. Il sistema pubblicitario legge la pagina di destinazione per capire quando l'annuncio è pertinente. Una pagina che dice chiaramente cos'è, per chi è, dove sta e quanto costa lavora meglio di una pagina scritta per impressionare. È la stessa cosa che serve per essere ripresi da un motore generativo, ed è la stessa cosa che serve per far convertire una persona.
E poi c'è il crawler. Ammettere OAI-SearchBot non serve solo agli annunci: è il crawler con cui OpenAI legge il web pubblico. Un sito che lo blocca — spesso senza saperlo, per una regola messa nel 2023 quando la parola d'ordine era tenere fuori le intelligenze artificiali — sta rinunciando a comparire nelle risposte, e adesso anche a fare pubblicità.
Cosa faremmo, se fosse un nostro cliente
Riassumiamo in quello che diremmo davvero a un direttore d'albergo o a un titolare di e-commerce che ci chiama domani mattina.
- Aprire l'account adesso, anche solo per prenderne le misure: la verifica e la revisione hanno una coda, e i concorrenti dentro l'asta sono ancora pochi.
- Non partire prima di aver messo a posto misurazione e crawler. Una campagna che gira senza pixel è una campagna di cui non saprai mai niente.
- Cominciare in CPC, con quattro o cinque gruppi che descrivono situazioni diverse, e almeno cinque annunci per gruppo.
- Mandare ogni gruppo alla sua pagina, non alla home.
- Guardare il costo per click contro il valore di un click calcolato sul margine. Se non regge, fermarsi: non è un canale per tutti, e non lo diventerà per ottimizzazione.
- Passare a oCPC solo quando le conversioni misurate bastano a insegnare qualcosa.
- Rileggere la documentazione ogni mese: questa piattaforma cambia più in fretta di quanto invecchiano gli articoli che la spiegano, incluso questo.
L'ultima riga non è una clausola di stile. Fra febbraio e agosto, ChatGPT Ads ha aggiunto un obiettivo di offerta, il targeting geografico, i pubblici personalizzati, un pixel, un'API di conversione, i feed prodotto e cinquantadue paesi. Qualunque cosa tu legga qui sopra, controllala prima di costruirci sopra un budget.
Fonti
- OpenAI — ChatGPT Ads si espande in Europa (18 e 31 agosto 2026)
- OpenAI Help Center — Ads in ChatGPT: The Basics
- OpenAI Help Center — Create Campaigns for ChatGPT Ads
- OpenAI Help Center — Create Ad Groups for ChatGPT Ads
- OpenAI Help Center — Create Campaigns from Product Feeds
- OpenAI Help Center — Conversion Measurement
- OpenAI Help Center — Set up Custom Audiences
- OpenAI Help Center — Advertiser Guidance for Allowing OpenAI Web Crawlers
- OpenAI Help Center — Ads Manager Availability
- OpenAI Developers — Measurement Pixel
- OpenAI Help Center — Ads in ChatGPT: domande frequenti (personalizzazione e controlli)
- OpenAI Help Center — Ads Manager Beta Account Setup
- OpenAI — Politiche pubblicitarie
- WebKit — Intelligent Tracking Prevention 2.1 (cookie via script limitati a 7 giorni)
Domande frequenti
ChatGPT Ads è disponibile in Italia?
Sì. Gli annunci sono visibili agli utenti italiani dalla settimana del 24 agosto 2026, e dal 31 agosto è aperto l'accesso self-service tramite OpenAI Ads Manager: un'azienda italiana può registrarsi da sola su ads.openai.com, senza passare da un'agenzia partner. L'accesso completo però non è immediato: dopo i dati aziendali si risponde ad alcune domande di verifica tramite Persona, e l'account resta in revisione — durante la quale OpenAI valuta anche se i prodotti o i servizi offerti rientrano nelle categorie ammesse — finché non arriva la conferma via email. Il minimo giornaliero per chi fattura in euro è di 15 euro.
Comprare annunci su ChatGPT fa comparire la mia azienda nelle risposte?
No, e OpenAI lo dichiara esplicitamente: la pubblicità non influenza le risposte di ChatGPT, gli annunci sono etichettati e separati, e un inserzionista non può pagare per essere consigliato. Anche i prodotti caricati tramite feed sono utilizzabili soltanto negli annunci e non compaiono nelle conversazioni organiche. Comparire nelle risposte è un lavoro diverso, che riguarda i contenuti del sito e la sua leggibilità per i crawler.
Chi vede gli annunci in ChatGPT?
Solo gli utenti dei piani Free e Go. Non li vedono gli abbonati Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education, né gli account identificati come appartenenti a minori di diciotto anni. Per il turismo e per il commercio al dettaglio questa selezione lavora a favore; per chi vende a un pubblico tecnico e professionale lavora contro, perché una quota importante di quel pubblico ha l'abbonamento.
Quanto costa fare pubblicità su ChatGPT?
Il budget minimo giornaliero per chi fattura in euro è di 15 euro. Per l'offerta, OpenAI consiglia di partire da 3 a 5 dollari di costo massimo per click. Alla soglia minima, questo significa comprare circa quattro click al giorno: sufficienti a vedere come funziona, non a decidere se il canale rende. Per una lettura difendibile serve un budget che produca alcune centinaia di click nel periodo di prova.
Come si fa il targeting se non ci sono le parole chiave?
Si descrivono le situazioni in cui il prodotto è utile, con frasi in linguaggio naturale chiamate context hints, scritte a livello di gruppo di annunci. Non sono corrispondenze esatte e non garantiscono in quali conversazioni comparirà l'annuncio: sono un'indicazione che il sistema usa insieme al titolo, al testo e alla pagina di destinazione. A livello di campagna si scelgono paesi, piattaforme e, dove disponibili, località più precise.
Un hotel può usare la propria lista clienti come pubblico personalizzato?
Per escludere sì, per includere quasi certamente no. I pubblici personalizzati richiedono almeno 25.000 utenti corrispondenti per essere usati in inclusione o per modificare l'offerta, e OpenAI ne raccomanda 100.000. Una struttura ricettiva singola non raggiunge quella soglia. L'esclusione, invece, funziona anche con liste più piccole ed è utile per non pagare click da chi ha già prenotato.
Posso pubblicizzare vino o prodotti alcolici?
No. Le politiche pubblicitarie di OpenAI vietano attualmente gli annunci che promuovono o facilitano la vendita di alcolici, definiti come prodotti con gradazione superiore allo 0,5 per cento, e lo stesso vale per il tabacco. Il divieto riguarda tutta la catena: un annuncio approvato non può portare a una pagina di destinazione che introduce contenuti non ammessi.
Uno studio medico, legale o finanziario italiano può fare pubblicità su ChatGPT?
Oggi no. Le politiche pubblicitarie di OpenAI dicono che gli annunci per servizi finanziari e per servizi sanitari fuori dagli Stati Uniti sono generalmente vietati, e che gli annunci per servizi legali fuori dagli Stati Uniti sono attualmente vietati. L'approvazione caso per caso per inserzionisti autorizzati, di cui parla la stessa pagina, riguarda il mercato statunitense: negli Stati Uniti esistono elenchi di sottocategorie ammissibili con verifica delle licenze. Restano possibili gli annunci per benessere generale e formazione che non contengono affermazioni mediche né offrono servizi professionali regolamentati.
Gli annunci in Italia sono personalizzati sulla base delle mie conversazioni passate?
No. OpenAI dichiara che gli annunci personalizzati non sono inizialmente disponibili nello Spazio economico europeo e in Svizzera. In Italia la selezione si basa quindi sul contesto e sull'intento della conversazione in corso, su segnali di base come lingua e area geografica generale, e su quello che dichiara l'inserzionista: titolo, testo, pagina di destinazione e context hints. Per chi compra, questo significa che la pertinenza dipende quasi interamente da come è descritta la situazione in cui il prodotto serve.
Perché le conversioni di ChatGPT Ads non coincidono con quelle di Analytics?
Perché usano finestre di attribuzione, fusi orari, regole di deduplicazione e metodi diversi, e perché ChatGPT Ads può includere conversioni stimate dove disponibili. OpenAI stessa avverte che una differenza non indica necessariamente un errore. Il segnale che deve preoccupare non è il divario in sé, ma un divario che cambia da un mese all'altro: significa che si sta ottimizzando su un dato instabile.
Cosa serve sul sito prima di lanciare la prima campagna?
Tre cose. Il pixel di misurazione installato in cima alle pagine che devono misurare e collegato alla piattaforma di consenso. Il crawler OAI-AdsBot ammesso nel robots.txt e nel firewall, altrimenti gli annunci non superano la revisione. E le pagine di destinazione giuste, una per ogni tema di campagna, invece della home per tutti.