Hotel & Resort
Settembre si vende a luglio
Hotel con residence sulla costa livornese · Stagione da maggio a ottobre · prova sui mercati di lingua tedesca
Il punto di partenza
Luglio e agosto oltre il 93% di occupazione, settembre e ottobre mezzi vuoti: è il conto che si ripete in quasi tutte le strutture stagionali di questa costa. Non era un problema di prezzo e non era un problema di prodotto — la stessa struttura, nelle stesse settimane, riempiva senza sforzo l'alta stagione. Era un problema di domanda, e di domanda che veniva da paesi precisi. La pubblicità sul mercato italiano girava già. La domanda da cui è nata questa prova era un'altra: con cinquemila euro si può accendere una domanda che oggi non c'è, in tre paesi di lingua tedesca dove la struttura non la conosce quasi nessuno?
Cosa abbiamo cambiato
- Prima guardare da dove arrivano, non quanti sonoAbbiamo diviso le prenotazioni per paese di provenienza nei due mesi precedenti la prova. È venuto fuori un segnale che nessuno stava guardando: la Svizzera aveva prodotto una dozzina di prenotazioni e oltre quindicimila euro senza che ci fosse un solo euro di pubblicità su quel paese. Domanda che arrivava da sola, e che nessuno stava andando a prendere.
- Lasciare fermo un mercato appostaL'Austria non ha ricevuto un euro della prova ed è rimasta con la pubblicità di sempre. Sembra uno spreco, ed è invece la parte più importante: senza un mercato lasciato fermo non c'è modo di sapere quanta della crescita è merito della pubblicità e quanta sarebbe arrivata comunque, perché è estate e la gente prenota.
- Comprare a luglio quello che si vende a settembreI soldi sono stati spesi nei due mesi pieni, non nei due vuoti. Sembra il contrario di quello che serve, ed è il punto: chi prenota settembre, ottobre o l'estate dopo lo sta decidendo mentre è in vacanza o mentre la sta cercando. La finestra in cui si vende la bassa stagione è l'alta stagione.
- Contare anche quello che le piattaforme non vedonoGoogle e Meta contano solo le prenotazioni chiuse sul sito passando dai loro collegamenti. Un ospite che vede l'annuncio a luglio e poi prenota da Booking, perché ce l'ha già sul telefono, per loro non esiste. Abbiamo misurato la produzione totale per paese — sito più portali — invece del solo dato di piattaforma.
I tre mercati, prima di toccare niente
Maggio e giugno, i due mesi prima della prova, con la sola pubblicità ordinaria attiva. Le cifre sono arrotondate: quello che conta qui sono le proporzioni fra i tre mercati.
| Mercato | Prenotazioni | Ricavi | Pubblicità attiva |
|---|---|---|---|
| Germania | 60 | circa 70.000 € | Sì, campagne ordinarie |
| Svizzera | 12 | circa 15.500 € | No, mercato escluso |
| Austria | 13 | circa 12.500 € | Sì, campagne ordinarie |
La riga della Svizzera è quella che ha fatto partire tutto: dodici prenotazioni e quindicimila euro in due mesi, senza aver mai speso un euro su quel paese.
La prova: due mercati accesi, uno lasciato fermo
Cinquemila euro in più, da spendere in luglio e agosto. Divisi quasi a metà fra Germania e Svizzera; all'Austria non è arrivato niente.
| Mercato | Budget della prova | Cosa è stato acceso |
|---|---|---|
| Germania | circa 2.400 € | Google, mercato già attivo |
| Svizzera | circa 2.400 € | Google e Meta, prima volta in assoluto |
| Austria | zero | Niente: resta com'era |
Il mercato lasciato fermo è quello che vale di più
Se accendi la pubblicità a luglio e ad agosto vendi di più, non hai dimostrato niente: a luglio e agosto si vende di più comunque. È l'errore che rende inutili quasi tutti i rendiconti pubblicitari che girano nel turismo, ed è anche il motivo per cui tante strutture spendono male senza accorgersene.
L'unico modo per uscirne è avere un metro di paragone: un mercato uguale agli altri, lasciato senza un euro in più, che dica quanto sarebbe cresciuto tutto da solo. L'Austria ha fatto quel mestiere. Nei due mesi della prova ha tenuto lo stesso numero di prenotazioni di maggio e giugno — tredici — con un valore più alto per prenotazione.
Tradotto: una parte della crescita degli altri due mercati sarebbe arrivata comunque, ed è una parte che non ci intestiamo.
Cosa è successo, mercato per mercato
Il confronto è fra maggio-giugno, prima della prova, e luglio-agosto, durante. Sono prenotazioni totali: quelle dal sito e quelle dai portali insieme.
| Mercato | Prima | Durante | Differenza |
|---|---|---|---|
| Svizzera (accesa da zero) | 12 · circa 15.500 € | 39 · circa 60.500 € | +225% prenotazioni |
| Germania (già attiva) | 60 · circa 70.000 € | 64 · circa 81.500 € | +17% ricavi |
| Austria (ferma, di controllo) | 13 · circa 12.500 € | 13 · circa 22.800 € | prenotazioni invariate |
La Svizzera è un cambio di passo, la Germania un aumento modesto, l'Austria non si muove. È esattamente lo schema che ci si aspetta: accendere un mercato spento vale molto di più che spingere un mercato già acceso.
Quanto di quella crescita è merito della pubblicità
La cifra grossa sarebbe questa: nei due mesi Germania e Svizzera insieme hanno prodotto circa 142.000 € di prenotazioni. È un numero vero, e non è il numero da usare, perché dentro c'è tutto quello che sarebbe successo comunque.
Quello che si può difendere è la differenza rispetto a prima. La Svizzera passa da quindicimila e mezzo a sessantamila e mezzo: 45.000 € in più con circa 2.400 € di pubblicità, cioè intorno a diciannove volte la spesa. La Germania ne aggiunge quasi 12.000. In tutto, poco meno di 57.000 € di prenotazioni in più a fronte di meno di 5.000 € spesi.
È una stima prudente, e resta prudente anche dopo aver tolto la quota che l'Austria dice essere stagionalità. Chi vi presenta i 142.000 € come risultato della campagna vi sta raccontando la stagione, non il proprio lavoro.
Le prenotazioni che le piattaforme non contano
Nei loro rendiconti, su questi mercati Google dichiara fra il nove e il dieci di ritorno, Meta intorno a undici sulla Svizzera. Sono numeri onesti e sono numeri incompleti, perché contano solo chi ha prenotato sul sito passando dai loro collegamenti.
Negli stessi due mesi e dagli stessi tre paesi, Booking ha prodotto circa 65.000 €, di cui quasi 58.000 € da Germania e Svizzera. Nessuno di quegli euro compare nei rendiconti pubblicitari. Ma un ospite tedesco che vede l'annuncio a luglio e poi prenota dall'applicazione che ha già installata non è meno figlio della campagna: ha solo scelto la strada con meno attriti.
La conseguenza pratica è la parte che interessa a un albergatore: guardando solo il dato di piattaforma, i mercati esteri sembrano rendere meno di quanto rendano, e si finisce per non investirci — proprio dove ci sarebbe più margine sulla bassa stagione.
Perché questo riguarda settembre e ottobre
Delle prenotazioni prodotte nei due mesi di prova, il 54% non era per l'estate in corso: erano già per la stagione dopo, in buona parte proprio sui mesi di spalla. Nei paesi di lingua tedesca la vacanza si programma con largo anticipo, ed è un'abitudine che qui lavora a favore.
È il senso della frase da cui parte tutto: la bassa stagione non si vende in bassa stagione. Si vende quando la gente sta cercando, cioè mentre è in vacanza o poco prima. Una campagna accesa a settembre per riempire settembre arriva quasi sempre tardi.
Settembre ha chiuso al 72,8% di occupazione, con un valore medio a notte di 129 € compresa la ristorazione. Per un mese che nelle strutture di questa costa si tiene aperto quasi per dovere, è un numero diverso dal solito.
Ottobre, all'ultimo aggiornamento disponibile, era ancora in movimento: due punti di occupazione guadagnati rispetto alla rilevazione precedente, e valore medio in crescita su entrambe le voci — cioè le prenotazioni che continuavano ad arrivare valevano più di quelle già in casa. In un mese di coda è il segnale che conta più della percentuale.
Una cautela, che ci siamo messi per iscritto anche nel rapporto interno alla struttura: prima di festeggiare un'occupazione in crescita va verificato se è cresciuta la domanda o se erano disponibili meno camere. Sono due cose diverse, e una sola delle due è un risultato.
Cosa si fa con questi numeri, l'anno prossimo
Una prova serve se cambia le decisioni. Queste sono le tre che ha cambiato, e sono diverse fra loro proprio perché i tre mercati hanno risposto in modo diverso.
| Mercato | Cosa faremo | Perché |
|---|---|---|
| Svizzera | Alzare l'investimento | La pubblicità ha aperto domanda che prima non veniva raccolta: è il mercato dove manca ancora il grosso |
| Germania | Tenere, con aumenti mirati | È il mercato più grosso e funziona, ma i soldi in più hanno reso poco: siamo vicini al livello giusto |
| Austria | Lasciare com'è | Rende bene al livello attuale e non c'è nessuna prova che spendendo di più renda di più |
Per il 2027 il metodo resta questo: un periodo di riferimento prima di accendere, un mercato lasciato fermo per confronto, la produzione totale invece del solo dato di piattaforma, e le prenotazioni per la stagione dopo contate a parte.
Come è andata
Settembre e ottobre li ho sempre considerati mesi da tenere aperti in perdita. Non mi era mai venuto in mente che si vendessero a luglio.
La struttura è descritta per tipologia e provincia: i nomi dei nostri clienti non finiscono in un caso studio. Perché lavoriamo così ↗